Vulcano è la prima isola che si raggiunge arrivando da Milazzo o da Messina: nella parte sud dell'isola è possibile vedere la costa siciliana all'orizzonte.

Vulcano è l'isola in cui abbiamo campeggiato ed è quindi quella di cui conosciamo più aspetti. Non vi preoccupate! Non racconteremo nulla di quello che è possibile trovare sui libri o che vi direbbe un Cicerone... non vogliamo far scappare nessuno. La nostra vuole essere la descrizione che farebbe un qualunque vostro amico dopo aver visitato il luogo.

Appena attraccati al porto (quello di levante), non si può fare a meno di notare il forte odore di zolfo presente nell'aria.
    cratere Vulcano
Quest'odore, per fortuna, non è presente in tutta l'isola, come erroneamente si potrebbe pensare (dobbiamo ammettere che inizialmente questo timore ci aveva fatto venire in mente di scappare dall'isola, ma eravamo troppo stanchi per riuscire a farlo...), ma circonda solo la zona dei fanghi naturali per un raggio di qualche centinaio di metri. I fanghi sono decisamente vicini al porto.

Il termine porto potrebbe far credere di trovarsi in un luogo in cui l'acqua è sporca.
Qui è tutta un'altra storia: sarebbe tranquillamente possibile fare il bagno. Peccato la presenta di natanti di ogni tipo e dimensione... tanti si passano le vacanze sopra le loro enormi imbarcazioni...
Tornando al nostro porto, nella foto qui a destra è possibile vederlo (tenete presente che la foto è stata fatta con un obbiettivo fisheye: l'effetto è come quello di uno spioncino delle porte).
Guardando la foto partendo da destra, si vede la cima del Vulcano, l'attracco per gli aliscafi (quell'impalcatura metallica nera) e più a sinistra, in fondo, è presente l'attracco di cemento per i traghetti.

    porto di levante
Di fronte all'attracco per i traghetti c'è la strada che conduce ai fanghi naturali. Basta oltrepassare un dosso e si trovano immediatamente alla destra. Lungo il tragitto si fiancheggia un muretto con rocce di zolfo. Molte di queste rocce "fumano" vapori ed emanano calore... l'effetto notturno con le luci radenti che evidenziano queste fumarole è decisamente suggestivo.
Di fronte ai fanghi è possibile vedere un castello, il castello dell'inglese (non si rimane molto attratti da questo edificio... ma ha importanza storica).
I fanghi sono una delle cose più caratteristiche dell'isola e sono una tappa praticamente obbligatoria: ci permettiamo di consigliarla. L'intenso odore di zolfo cesserà di infastidire abbastanza velocemente (abbiamo anche sentito chi diceva il contrario, ma per noi è stato così).


    fanghi
fanghi    
I fanghi, quando ci siamo immersi noi, non erano propriamente definibili tali in quanto il fango era quasi assente: sicuramente era diminuito a causa dell'alto numero dei visitatori e della stagione ormai inoltrata.

La temperatura dei fanghi è quella ideale per il corpo umano: verrebbe voglia di non uscire più fuori, specialmente se c'è il vento. E' invece importante rimanere immersi al massimo venti minuti per evitare un'indesiderata sensibilizzazione della pelle al sole.

Vicino al passaggio per l'ingresso ai fanghi c'è un cartello che mette in evidenza il fatto che sono corrosivi per gli indumenti ed irritanti per gli occhi. All'interno della recinzione, è presente un altro cartello che indica invece tutti i possibili usi curativi: reumatismi, artrosi, malattie della pelle ecc., e poche cose sugli effetti collaterali.
E' indicato di non spalmarsi i fanghi sul viso a meno che non vi sia una adeguata prescrizione.
Abbiamo notato che tutti si mettono il fango sul viso e restano in acqua bel oltre i venti minuti consigliati. Anche noi abbiamo fatto questo errore!
Come già detto sopra, evitate questo comportamento altrimenti vi vedrete costretti ad effettuare molte docce prima di potervi rimettere nuovamente al sole senza fastidi.
Un'ultima osservazione sui fanghi: mettete il costume più brutto che possedete ed evitate di toccare troppi indumenti, compresi gli asciugamani, in quanto l'odore dello zolfo permarrà anche dopo molti lavaggi.

spiaggia acque calde    
Oltrepassando i fanghi, sulla destra si incontrano le cosiddette acque calde. Il nome non è dato a caso: l'acqua, dove è più bassa, è realmente calda a causa della presenza di fumarole sottomarine; sono visibili un'infinità di bollicine che salgono dal fondale marino.
Immergersi in quest'acqua provoca sicuramente una sensazione piacevole: sembra di entrare in un grande idromassaggio naturale.

Appena si entra in acqua si ha il timore di potersi scottare: è invece sufficiente non rimanere per troppo tempo fermi sopra le fumarole. Se poi si indossano le ciabatte si è al sicuro.
Anche qui la concentrazione di zolfo è alta e l'eventuale argento che si indossa diverrà velocemente nero (è facile comunque riportarlo al colore iniziale).

Nell'isola abbiamo campeggiato al "Togo Togo". Riteniamo comunque che anche scegliendo un albergo o un appartamento, al posto del campeggio, non ci siano grandi problemi a trovare dove alloggiare.

Per raggiungere il campeggio è sufficiente proseguire per la strada, oltre le acque calde, per circa un chilometro e girare a sinistra. Non ci si può sbagliare, esiste una sola strada.

Vulcanello    
La strada appena percorsa attraversa un istmo formatosi a seguito dell'ultima eruzione vulcanica avvenuta nel 1888-90.
A seguito di tale eruzione si è formata la penisola in cui sono presenti Vulcanello, facilmente identificabile nella foto qui a sinistra, ripresa dal Vulcano, e la valle dei mostri, chiamata così perché la lava ha scolpito strane figure alcune somiglianti appunto a dei mostri.

L'accoglienza al Togo Togo è sicuramente di casa e non si ha alcun problema a trovare posto per la tenda anche nella settimana più affollata, quella di Ferragosto.

Sabbie nere    
Uscendo dal campeggio, dal lato della spiaggia, si giunge su un'altra spiaggia, quella delle sabbie nere. Anche in questo caso il nome non è dato a caso, basta guardare la foto (il mare solitamente è più tranquillo: c'era un forte vento).
Proseguendo per qualche decina di metro sulla destra, invece di proseguire per la spiaggia, non c'è sabbia ma rocce. Anche queste rocce, vulcaniche, sono nere ed è incredibile notare come si sgretolino facilmente: questo è anche il motivo per cui la sabbia è estremamente fine.

Un'altra cosa strana di questa spiaggia è la presenza di molte "pietre" bianche che galleggiano se gettate in acqua. Si tratta della pietra pomice, una pietra molto ruvida e porosa, originata dal raffreddamento del magma vulcanico sul suolo terrestre.

Nel campeggio c'è un'animazione con molte attività nell'arco della giornata (balli latino americani e da discoteca, ginnastica in spiaggia e in acqua, baby club ecc.) Ad ogni ora della giornata non manca mai la musica. Anche se dopo un po' di giorni è evidente che non c'è molta varietà, non ci si annoia perché vengono usati brani allegri ed attuali: si può approfittare per imparare dei balli di gruppo divertenti.
Dal campeggio, per raggiungere il paese è possibile passare dalla strada o dalla spiaggia, in quest'ultimo caso si accorcia leggermente in tragitto.

L'isola, diversamente da quanto si possa pensare, è piena di vita fino a molto tardi: si trovano gruppi di giovani a qualunque ora della notte nella spiaggia o lungo le strade.
Diciamo che, almeno per un raggio di qualche chilometro dal porto, non è l'ideale per chi desidera la tranquillità: è un posto per i giovani. Anche nel campeggio c'è molto rumore durante la notte.
Inoltre c'è una discoteca, Pyro Pyro, affacciata sulla spiaggia che è possibile sentire fino alle 3-3:30. Molti locali chiudono e poi riaprono subito dopo la chiusura della discoteca per accogliere i giovani che escono.
Questa isola è il classico esempio che non occorrono molte cose per divertirsi: l'importante è saperlo fare! Infatti non c'è granché dei classici posti di villeggiatura, ma non se ne sente neanche la mancanza...

Per muoversi nell'isola, se non si è portata l'autovettura al seguito, è possibile affittarsi uno scooter con una cifra di circa 30 euro al giorno. Ma riteniamo sia inutile: ci si può muovere tranquillamente a piedi.
Anzi, come lato negativo dell'isola segnaliamo proprio la presenza di troppe autovetture e scooter, nonostante il loro utilizzo non sia assolutamente necessario.

Del resto tutti i luoghi più belli da visitare dell'isola si raggiungono facilmente a piedi.

Per raggiungere la sommità del cratere del Vulcano, uno dei posti più affascinanti dell'isola, si prosegue per circa un chilometro dal porto di levante, in direzione sud. A questo punto è ben visibile il sentiero da prendere, segnalato tramite un'indicazione. Ogni giorno centinaia di persone fanno la scalata per raggiungere la sua vetta, che è di circa 400 metri di altitudine.
Il percorso è alla portata di tutti e non si ha pertanto nessuna ragione per rinunciare a farlo. Il sentiero, il cui tempo di percorrenza è di circa un'ora, solo nel tratto finale si fa un po' più tortuoso: sono comunque più che sufficienti un paio di scarpe da ginnastica.
La vista del cratere arriva improvvisa è inaspettata: è veramente una bella esperienza ! Nella foto si vede il cratere e i vapori delle fumarole. Notare che il basamento del cratere è molto più grande di quello che la foto lasci intendere: alcuni ci vanno per fare delle scritte utilizzando i massi, nonostante questo sia pericoloso e vietato.
    cratere e fumarole
Se la giornata è limpida, dalla sommità del cratere è possibile vedere tutte le altre sei isole dell'arcipelago. Sono inoltre ben visibili il porto di levante e di ponente, l'istmo e Vulcanello. (vedere le foto sopra)

Un'altra zona molto interessante dell'isola, e nuovamente raggiungibile a piedi, è la valle dei mostri. Qui il paesaggio è decisamente particolare, quasi irreale.
Per raggiungere questa valle è necessario oltrepassare l'istmo e proseguire sempre dritto. Se invece ci si trova nel campeggio, si ritorna nella strada principale e si gira a sinistra. In questo caso la distanza da percorrere è di circa 1,5 chilometri.

    valle dei mostri
Oltre alle due spiagge già segnalate, quella delle acque calde e quella con la sabbia nera (che sono anche le più frequentate), a sud dell'isola è possibile andare nella spiaggia di Gelso, molto meno frequentata e per questo, ma non solo, molto più bella.
Per raggiungere Gelso è possibile utilizzare un pullman che fa la tratta "porto di levante-Gelso" alcune volte al giorno. Si parte circa alle 10 di mattina per poi tornare con la corsa delle 17. Il tempo di percorrenza è di circa 45 minuti con un prezzo inferiore ai 2 euro.
Per gli amanti delle nuotate con la maschera è l'ideale: bel mare e bei fondali (non abbiamo foto da mostrarvi: ci siamo dimenticati la macchina fotografica, ma fidatevi!). Non che in altri posti il mare non sia altrettanto bello, ma purtroppo sono raggiungibili solo con barchette o motoscafi.

Una cosa che vogliamo segnalarvi deriva da una casualità: il giorno che siamo stati a Gelso, ci siamo fermati alla trattoria "da Gaetano", che si trova vicino alla fermata del pullman (non il capolinea, ma quella immediatamente prima, a qualche centinaia di metri). Bene, riteniamo che questo sia il posto in cui abbiamo mangiato meglio di tutta l'isola. Abbiamo preso un primo e un secondo di pesce ed erano veramente una squisitezza. Non che negli altri posti si mangi male, anzi, però qui è stata un'altra storia! Un po' più caro, ma ne vale sicuramente la pena.

Un'ultima cosa sull'isola di Vulcano. La temperatura è mite: anche nei giorni più caldi basta trovare un posto all'ombra per stare decisamente bene. I prezzi sono buoni, i più economici di tutte le isole dell'arcipelago che abbiamo visitato. Insomma, cosa volete di più da una vacanza ?

Ma non è finita qui! Guardate un po' le gite che consigliamo ...


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